• Redazione
  • Chi siamo
  • Contattaci
martedì 25 Agosto 2026
  • Login
Impronte sociali
  • Impronte solidali
  • Impronte migranti
  • L’altro mondo possibile
  • Tempi Moderni
  • Culture resistenti
  • Impronte Sociali in PDF
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Impronte solidali
  • Impronte migranti
  • L’altro mondo possibile
  • Tempi Moderni
  • Culture resistenti
  • Impronte Sociali in PDF
Impronte sociali
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Femminicidi: il problema è culturale!

Redazione di Redazione
19 Giugno 2023
in Culture resistenti, Impronte solidali, Tempi Moderni
4
Femminicidi: il problema è culturale!
45
CONDIVISIONI
266
VISUALIZZAZIONI
Share on FacebookShare on WhatsappQR Code

Troppi femminicidi in Italia: l’assassino è quasi sempre un parente o un coniuge della vittima. L’origine di questa violenza non è la follia, come qualcuno vorrebbe far intendere, ma una logica patriarcale che ancora pervade la nostra società.

Riceviamo e pubblichiamo, articolo a cura di Yasmine Zarrouk

Il  “femminicidio” , dall’inglese femicide , è un termine criminologico introdotto per la prima volta dalla criminologa femminista Diana H. Russell all’interno di un articolo del 1992 per indicare le uccisioni delle donne da parte degli uomini per il solo  fatto di essere donne. Dunque , si definisce femminicidio  un’ uccisione diretta o provocata, un’ eliminazione  fisica e/o annullamento morale della donna e del suo ruolo sociale.

L’orrore subito

In Italia questo fenomeno è molto diffuso ; ogni tre giorni una donna viene uccisa  da un marito, da un fidanzato o da  un  ex- fidanzato. Questa forma di violenza è la causa principale della morte di donne tra i 14 e i 45 anni d’età. Nella maggior parte dei casi il motivo che spinge l’uomo ad agire  così oltre , è il non considerare le donne come individui indipendenti e con il diritto di autodeterminarsi, ma come oggetti di assoluta proprietà . L’aumento dei casi di violenza viene spesso attribuito al mutamento del ruolo  della donna in  questi ultimi anni: l’emancipazione e la libertà  vengono  vissute  dagli uomini come una minaccia alla propria virilità ed  al proprio predominio sulla donna. Se prima le donne subivano la forza e la volontà  dell’uomo, oggi tale forza è sempre più contrastata. Questi cambiamenti generano nell’uomo un forte sentimento di paura. L’uomo che si rende attore di violenza è spesso un uomo che ha paura della donna perché la sente contrapposta al suo mondo e alla sua ideologia.

Una morte annunciata

La morte di Giulia Tramontano è uno di quei casi che fanno molto rumore. C’è la dinamica del femminicidio a cui ha fatto anche  seguito l’occultamento del cadavere. La gravidanza poi , per il suo avanzamento sopra ogni cosa,  rende questa morte più grave agli occhi dell’opinione pubblica : se per la legge quello che è morto insieme alla madre era solo un feto, per il mondo era già un bambino in procinto di nascere. Il probabile capo d’accusa a carico di Impagnatiello sarà ,con ogni probabilità – interruzione di gravidanza non consensuale – Tra le reazioni social spicca su Twitter il messaggio di Rita Dalla Chiesa: “A sette mesi un bimbo è già formato, può nascere e diventare adulto. È duplice omicidio. Bisogna portare questo caso in Parlamento per cambiare la normativa. Non è stata assassinata solo Giulia, ma anche suo figlio”.

Governo: approvato il DDL “femminicidio”

Il governo mette a punto un’ulteriore stretta contro la violenza di genere, una vera e propria emergenza che in sei mesi, fa registrare quasi 50 donne morte. Ecco allora il nuovo pacchetto, con un disegno di legge in 15 articoli, approvato dal Consiglio dei ministri, che va ad integrare il Codice Rosso. Alcune delle misure contenute nel DDL contro la violenza sulle donne contengono ,tra gli obiettivi, la  velocizzazione dei tempi per l’applicazione delle misure cautelari, con termini stringenti per pubblici ministeri e giudici in modo da  dare priorità alla trattazione di processi in materia di violenza di genere e domestica e di rendere specializzati i PM , cercando di assegnare sempre agli stessi i fascicoli riguardanti la violenza sulle donne .Tra  le misure previste c’è il rafforzamento del cosiddetto “ammonimento” con convocazione in questura dopo una segnalazione per atti di violenza domestica, cyberbullismo e/ o  stalking.  Altra norma da segnalare, “l’arresto in flagranza differita” per chi si rende responsabile di maltrattamenti, atti persecutori o violi un provvedimento di allontanamento.

Scarpe rosse > stop alla violenza

Il 25 Novembre è la giornata contro la violenza sulle Donne. In quella data del 1960 venivano uccise tre sorelle eroine che si batterono con tutta la loro forza per la liberazione della Repubblica Dominicana, una lotta che le ha viste spegnersi nelle  mani del dittatore Farael Trujillo  tra violenza e torture. Un progetto che ha trasmesso un forte sentimento di dolore e di forza, è stato quello lanciato da Elina Chauvet, la quale ha creato un metodo per denunciare al mondo l’orrore che il femminicidio compie quasi quotidianamente e la forza di volontà di denunciare per poter rinascere. Si tratta di “Zapatos Rojas” (Scarpe Rosse): una distesa di scarpe rosse che identificano il numero delle violenze, delle morti e dei maltrattamenti che le donne hanno subito nella loro vita. Ogni paia di scarpe rappresenta una storia di paura ed  il colore rosso è stato scelto proprio perché rappresenta il simbolo dell’amore, della passione che viene trasgredito e che spesso  si trasforma in male ed in violenza  e  diventa una trappola mortale .

Tags: femminicidioImpronte socialiviolenza di genere
Articolo precedente

Social Network si racconta alla Biblioteca Diocesana di Caserta

Prossimo articolo

Millennials: l’ altrove e i parchi a tema

Prossimo articolo
Millennials: l’ altrove e i parchi a tema

Millennials: l’ altrove e i parchi a tema

Comments 4

  1. Margherita says:
    3 anni fa

    Complimenti … le donne per le donne …una voce per dire basta.

    Rispondi
  2. Patrizia Trapani says:
    3 anni fa

    Articolo chiaro ed esaustivo…bravissima!

    Rispondi
  3. Giovanni Postiglione says:
    3 anni fa

    Complimenti per la profondità espositiva!

    Rispondi
  4. Maria Silvia says:
    3 anni fa

    Ottima disamina della questione. Complimenti

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Segnalazione urgente di disservizi per tessere sanitarie

Segnalazione urgente di disservizi per tessere sanitarie

7 Agosto 2026
Ceuta: i migranti come pedine di un gioco geopolitico

Ceuta: i migranti come pedine di un gioco geopolitico

3 Agosto 2026
Campi Flegrei: la terra si muove, le istituzioni no

Campi Flegrei: la terra si muove, le istituzioni no

3 Agosto 2026
Cronaca e dibattito: la deriva della propaganda politica

Cronaca e dibattito: la deriva della propaganda politica

27 Luglio 2026
Genova 25 anni dopo: quando la democrazia si fermò

Genova 25 anni dopo: quando la democrazia si fermò

18 Luglio 2026

  • Redazione
  • Chi siamo
  • Contattaci

Seguici su

Rubriche

  • Culture resistenti
  • Impronte migranti
  • Impronte Sociali Rivista
  • Impronte solidali
  • L'altro mondo possibile
  • Parole
  • Senza categoria
  • Tempi Moderni

© 2004/2024 Impronte sociali –  Privacy Policy

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Impronte solidali
  • Impronte migranti
  • L’altro mondo possibile
  • Tempi Moderni
  • Culture resistenti
  • Impronte Sociali in PDF

© 2020 Impronte sociali - Testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 630 del 08/11/2004

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Create New Account!

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Visita la nostra politica sulla privacy e sui cookie.