Il Disegno di Legge contro l’omotransfobia, ddl Zan, attende l’esame in Senato. La discussione in merito, che doveva essere fatta in questi giorni è stata rinviata a causa della Lega, che ritiene non prioritario l’argomento. Tuttavia in Italia gli episodi di violenza e discriminazione, a danno della comunità LGBTQ sono all’ordine del giorno.
Una legge che inasprisca le sanzioni contro gli atti di violenza ai danni di gay e trans. Questo è in sintesi il ddl Zan contro l’omotransfobia. Il disegno di legge, che prende il nome da Alessandro Zan, il deputato PD che si è battuto per averlo, è stato approvato alla Camera dei Deputati lo scorso novembre. La notizia suscitò entusiasmo in buona parte della comunità LGBTQ, anche se molti la ritengono un “meglio di niente”. Nei giorni scorsi il Disegno di Legge doveva essere discusso al Senato, ma i lavori in merito sono stati rimandati. Secondo i senatori PD, la colpa del rinvio è da attribuire alle ingerenze dei leghisti, da sempre avversi a queste tematiche. Per la Lega questa legge non è urgente. Ma la cronaca ci parla di episodi violenti a danno di gay, lesbiche e transgender, praticamente tutti i giorni. Questa legge è urgente.
D’altronde non c’è da stupirsi che la Lega si opponga alla discussione in Senato. Già alla Camera il ddl Zan aveva avuto la sua dose di ostacoli. Adesso questa procedura subisce un nuovo ritardo. L’ostruzionismo del Carroccio è stato giustificato da uno dei suoi esponenti più in vista: il senatore Pillon. Quest’ultimo, da sempre schierato con un certo tipo di integralismo religioso, ha stigmatizzato il rinvio, affermando che tale discussione sarebbe stata inutile e divisiva in questo momento. Quanto affermato, ha suscitato indignazione e persino due vip, nelle persone di Elodie e Fedez, hanno voluto mostrare il loro disprezzo verso la Lega e Pillon, mostrando contemporaneamente solidarietà agli LGBTQ, costretti ancora ad aspettare.
Secondo i senatori quindi, questa legge non sarebbe prioritaria. I gay, i trans, possono aspettare. Questo è il messaggio che arriva. Purtroppo le cose stanno diversamente. Il crescendo di episodi di intolleranza, violenza e discriminazione, rende necessaria una immediata discussione sull’argomento. Il contenuto del ddl Zan d’altronde interviene proprio su questo, cercando di inasprire le pene per chi compie atti violenti o discriminatori, se aggravati dall’omotransfobia. Il portale omofobia.org reca una lunga lista di eventi dal 2012 ad oggi, tra aggressioni plurime, aggressioni a singoli ed atti non fisici. Nel 2021 sono stati già 18 gli episodi segnalati, senza contare quelli che, spesso, non vengono denunciati. L’ultimo a Roma, dove un uomo ha aggredito una coppia gay intenta a baciarsi in metropolitana.
Il ddl Zan è urgente. Bisogna che si intervenga con maggior severità sulle discriminazioni. Perché oltre alle violenze fisiche, che costituiscono l’atto eclatante, che porta alla ribalta la vicenda, ci sono le violenze psicologiche, gli insulti per strada. Non si può continuare a tollerare questo odio. Adesso il ddl è rinviato, ma prima o poi se ne dovrà parlare. Sicuramente la Lega, ma non solo lei, faranno il possibile affinché la discussione al senato avvenga più tardi possibile. Se dovesse passare, comunque, molti sarebbero i cambiamenti. Oltre a prevedere pene più severe, il ddl prevede anche misure contro la discriminazioni dei disabili e modifiche alla legge Mancino del 1993 contro chi incita a commettere o commette violenze per motivi razziali, etnici o religiosi.
Un lavoro che potrebbe portare veramente ad un cambiamento. Tuttavia, poco si può fare se la presa di coscienza sulla questione non parte dal basso. Si possono eseguire condanne esemplari ed assegnare pene severe, ma per un cambiamento di approccio bisogna lavorare sulla società civile. Il messaggio deve partire dalle famiglie e dalle scuole, che devono diffondere una cultura più positiva e più aperta verso l’altro. Solo educando i bambini, sin dai primi anni di vita, al rispetto dell’altro ed alla non discriminazione, potremo avere adulti che comprendono e che formino una società civile inclusiva e non divisiva. Tutto questo è assolutamente necessario e prioritario. Tuttavia, sarebbe sufficiente anche solo accettare che due persone si vogliano bene e dimostrino amore, e capire che in fondo, non c’è nulla di meglio di questo.






