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L’altra metà del cielo si tinge di rosso sangue: basta con la violenza sulle donne!

Cesarina Onofrietto di Cesarina Onofrietto
25 Novembre 2020
in Tempi Moderni
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L’altra metà del cielo si tinge di rosso sangue: basta con la violenza sulle donne!
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La violenza sulle donne assume contorni sempre più drammatici e inaccettabili; un vero e proprio salto indietro negli anni, quando il delitto d’onore era sanzionato con poco più di una pena amministrativa: è con la legge 442 del  5 agosto 1981 che vengono abrogate le disposizioni sul delitto d’onore. Ci sono voluti anni di lotte del movimento dei diritti delle donne per ottenere questo cambiamento nel codice di procedura penale che “multava” che rivendicava il “suo diritto” di proprietà: non persona, non donna, ma solo cosa! Ci sono volute cambiamenti epocali per arrivare a sancire il diritto ad essere persona, unica ed inviolabile, portatrice di diritti ma anche di autonomia e libertà nelle proprie scelte di vita.

C’è voluta l’abrogazione del reato di adulterio nel 1968, il referendum che introdusse il divorzio con la legge 898/70, la riforma del diritto di famiglia nel 1975 (legge 151) e l’introduzione della legge 194 nel 1978 sull’aborto, per dare un segnale di cambiamento ed aprire poi alle grandi riforme strutturali che ponessero donne ed uomini alla pari nelle opportunità del mondo del lavoro, negli incarichi dirigenziali, nelle professioni ecc.

Cambiamenti importanti che hanno dato idea di una ventata nuova nelle nostre società a misura di uomo e di subalternità della donna.

Purtroppo sappiamo che i cambiamenti non sono solo un’azione normativa, ma esprimono una crescita essenzialmente culturale di una società, oltre che educativa. Il degrado sociale di questi ultimi decenni, testimonia un pauroso salto all’indietro proprio sulla garanzia dei diritti per la parte più fragile nella nostra società (…e non è solo riferito alle donne) ed assistiamo a comportamenti barbarici che mietono vittime innocenti.

La grande emergenza che stiamo vivendo in questi mesi non migliora certamente la situazione e la pandemia non ci consente nemmeno di scendere in piazza  ed essere testimoni della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e simbolicamente riempirle di scarpe rosse.

Il 25 novembre fu scelto come Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal tre attiviste politiche  uccise per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo mentre si recavano a far visita  ai loro mariti in prigione  furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare, furono condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze, stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

In largo anticipo, a tenere viva l’attenzione, ci ha pensato la Lega Calcio, nell’ottava giornata di campionato,  con gli arbitri, giocatori, allenatori e tutti i componenti degli staff che sono scesi in campo con un segno rosso sul viso.

C’è bisogno di un coinvolgimento generale della sociatà civile, di testimonial da coinvolgere per sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone si vogliamo  costruire una società libera dagli stereotipi e che non conceda spazi per la violenza.

Questa forzata condizione di blocco (rinchiusi nelle mura domestiche, sono esplose le tante cricità, amplificando conflitti spesso sopiti e/o subiti) prodotta dalla pandemia ha finito con il determinare un aumento dei casi di violenza contro le donne che hanno pagato un prezzo molto alto.

In tante hanno perso il lavoro, altre hanno dovuto tenere tutto in equilibrio sulle proprie spalle, molte si sono viste costrette a stare in casa con i propri maltrattanti.

Durante il lockdown, a livello mondiale, si sono registrati quasi 25.000 casi in più di violenze. In Italia, il numero delle richieste d’aiuto è aumentato del 119%, fino ad arrivare a circa 128 chiamate al 1522(numero help attivato della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità) al giorno, (report dell’ISTAT)

Una donna su tre ha subito violenza, almeno una volta nella vita. Una delle cose peggiori, è che alla violenza ci si abitua, fino a credere che sia la normalità; che anche quello è “amore”: l’amore è un’altra cosa che nulla ha a che vedere con la violenza, con le urla, con le botte

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