La Giornata Nazionale dell’Albero è una celebrazione quanto mai emblematica. In un periodo storico in cui, parte dell’opinione pubbica mondiale comincia a rendersi consapevole dei danni che l’umanità nel corso degli anni ha recato all’ambiente, una giornata in onore degli alberi, il cui abbattimento indiscriminato è fin troppo noto e praticato. Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente in Italia dal 2011, si conferma un momento importante per sensibilizzare la popolazione rispetto a problematiche connesse agli alberi, ma soprattutto alla mancanza di essi: deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità, dissesto idrogeologico. Diventa quindi opportuno sottolineare che gli alberi, nella nostra vita quoditiana dovrebbero essere parte centrale. Molti esperti indicano che, il solo trovarsi in presenza di un albero, può portare effetti benefici agli esseri umani. Secondo questi studi, sarebbero stati riscontrati miglioramenti nella frequenza cardiaca, nella pressione arteriosa e nella sensazione fisica generale. Gli alberi richiamano riparo, armonia con la natura ed attaccamento alle radici, una parte primordiale dell’essere umano che viene riscoperta solo quando ci si trova a contatto con gli alberi e la natura.
Una natura però, che si trova sempre più di rado nelle nostre città, nei nostri comuni, subissati da tonnellate di cemento e palazzi, frutto della speculazione e degli interessi. Si continua a costruire e si continua a sversare cemento, senza tener conto di decreti regionali che impedirebbero, teoricamente la costruzione di nuovi insediamenti abitativi, specie in zone già densamente abitate. Da questo atteggiamento spregiudicato deriva un problema immediato che è quello dell’inquinamento atmosferico: più persone e meno trasporti, equivalgono a più automobili, quindi più inquinamento. Una condizione che potrebbe essere mitigata con la piantumazione di più alberi, disposizione per la quale sono presenti nel nostro ordinamento, delle leggi ad hoc. Esempio di ciò è la legge 113 del 1992 che obbliga i comuni di mettere a dimora un albero per ogni nuovo nato. Purtroppo, come dimostrano i fatti, si tratta di una legge che, sin dall’inizio ha avuto scarsa applicazione, tanto da essere seguita nel 2013 da una nuova legge quale provvedimento attuativo: la legge n.10 del 2013. Con questa si è confermato l’obbligo di piantumazione di alberi per ogni nuovo nato, ma è stato anche introdotto il censimento ed il bilancio arboreo, che ogni comune sarebbe tenuto a redigere. Anche in queste disposizioni, c’è stata scarsa recezione dai vari enti pubblici.
Da qualche anno poi, i problemi derivanti dalla mancanza di alberi e dalla deforestazione seguita dalla speculazione edilizia, si sono resi ormai evidenti, specie in territori morfologicamente precari. Laddove si è scelto di sostituire gli alberi col cemento, c’è stato il fenomeno più alto di impermeabilizzazione del suolo, dando così maggiore agio a frane e smottamenti. Bisogna tener presente poi, quanto siano pericolosi i dati relativi alle emissioni di Co2 nelle grandi e medie città; inevitabilmente tocca riflettere quindi, su quanti e quali benefici possano derivare da una fitta piantumazione di alberi. Per questi motivi l’albero è così importante per la nostra vita: per il valore simbolico del richiamo alle nostre radici, laddove l’uomo ha mosso i primi passi, ma anche e soprattutto per le funzioni benefiche. Aria pura, benessere psico-fisico e miglioramento generale della qualità della vita; tutti elementi imprescindibili che potremmo guadagnare, grazie al ricongiungimento con la natura.






