Domenica 5 marzo, presso il Castello Ducale di Marigliano, l’associazione YaBasta!-Nova Koinè ha ospitato i compagni di Peppino Impastato per la presentazione di un libro. La memoria al centro dell’incontro e del dibattito.
L’importanza della memoria e la resistenza come valore nella lotta alle mafie. Questi i temi centrali dell’incontro di ieri, al Castello Ducale di Marigliano, dove ha avuto luogo la presentazione del libro “Peppino Impastato – La memoria difficile”, curato da Pino Manzella e da tutti i compagni di Peppino. Esattamente quei compagni, che con lui condivisero le battaglie politiche, l’esperienza del Circolo “Musica e Cultura” e di Radio Aut. L’evento è stato organizzato dall’associazione YaBasta!-Nova Koinè nel medesimo luogo in cui gli attivisti svolgono il loro impegno quotidiano per il sociale. Alla riuscita dell’evento hanno contribuito anche le associazioni La Casa di Pat, Mithril Art e Oltremarigliano, attiva anch’esse nel sociale e nel sostegno, a vario titolo delle persone in difficoltà.
La giornata di presentazione
Dalla Sicilia sono giunti in 4 a Marigliano per presentare il libro: Pino Manzella, disegnatore e curatore dell’intero libro; Caterina Blunda dell’associazione ASADIN, che ha registrato le memorie presenti nel libro; Carlo Bonmarito e Marcella Stagno, attivisti e compagni di Peppino Impastato. I lavori sono stati introdotti da Chiara Sena, de La Casa di Pat, seguita da Annalisa Allocca di Oltremarigliano e Chiara D’Urso di YaBasta! Gli interventi degli ospiti hanno ripercorso la vita di Peppino Impastato, l’impegno politico e sociale e la difficoltà di preservare la memoria di ciò che è stato realmente Peppino, al di là della trasposizione cinematografica del film “I cento passi” e della narrazione che ne deriva.

Il libro
Il libro “Peppino Impastato – La memoria difficile”, ripercorre proprio attraverso le testimonianze di coloro che l’hanno accompagnato, tutte le azioni, le paure, i pensieri di quell’attivista di Cinisi che non voleva essere un eroe, e secondo i suoi compagni è giusto che sia così. “Perchè gli eroi li mettiamo su un piedistallo e così li allontaniamo da noi”, ha detto Pino Manzella, volendo ricordare a tutti che non è l’impegno eroico a portare il cambiamento, ma il singolo tassello che ognuno di noi può mettere per contribuire a cambiare il mondo.
Si è parlato poi di lotta alle mafie, come forma di resistenza. In questo i territori della Campania e della Sicilia trovano un punto di convergenza data la problematica comune. Dal dibattito e anche dalle domande interessanti poste dal pubblico, è emerso un dibattito coinvolgente in merito alla riflessione sulle sfide necessarie per fronteggiare i fenomeni malavitosi.
L’impegno in memoria di Peppino Impastato
L’impegno dei compagni di Cinisi non si è fermato in quel triste giorno di maggio del 1978, quando la mano mafiosa pose fine in modo barbaro alla vita di Impastato, ma è continuato su quegli stessi solchi e prosegue ancora oggi. A Cinisi gestiscono la Casa Memoria Impastato: la casa dove Peppino è cresciuto è diventata un vero e proprio museo della memoria. C’è la loro mano anche nel No Mafia Memorial di Palermo, una mostra permanente che spiega la mafia sin dalle origini e onora la memoria di tutti coloro a cui la mafia ha tolto la vita per l’impegno profuso nel combatterla.
D’altronde, a lato dei relatori campeggiava un cartellone molto significativo, recante una frase molto nota, scritta proprio dai compagni di Peppino Impastato dopo la sua morte: “con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo!”









