A Benevento è di scena il Festival filosofico del Sannio. L’incontro di ieri 7 marzo c’è stato Giovanni Impastato con una lectio magistralis sul tema della libertà in funzione della lotta alle mafie.
Incontrare Giovanni Impastato, fratello di Peppino è stato un momento molto atteso, che ha soddisfatto tutte le aspettative e anche di più. L’occasione si è verificata ieri 7 marzo, al Festival filosofico del Sannio, un festival che prevede una lunga serie di eventi, iniziati il 1° marzo e che culmineranno il 12 maggio del 2023 a Benevento. Conferenze, mostre e proiezioni ognuna con un tema specifico. Il tema di ieri era la libertà e il filo conduttore che lega questo tema alla lotta alle mafie. Ospiti sul palco del teatro San Marco, Giovanni Impastato e Simmaco Perillo, operatore sociale del casertano, presidente della NCO (Nuova Cooperazione Organizzata) e della cooperativa sociale Al di là dei sogni.
Giovanni Impastato e il racconto intimo di Peppino
Giovanni Impastato si presenta a Benevento con il suo ultimo libro “Mio fratello, tutta un’altra vita con Peppino“, un racconto intimo, con scene di vita vissuta ed esperienze mai raccontate. L’autore fa cenno ad alcuni episodi della sua infanzia e della sua crescita al fianco di un fratello che si è ribellato al dogma mafioso, imposto da una famiglia come la sua, che vantava alcuni esponenti significativi della mafia di Cinisi. Quello ma non solo, il rapporto con il fratello, i contrasti con il papà e il rapporto con i parenti materni, del tutto estranei alle logiche mafiose.

Un impegno che cambia la vita
La vita di Giovanni sarà segnata per sempre dalla condotta di Peppino, in positivo. Giovanni è il fratello minore di Peppino, il quale aveva 5 anni in più. Impastato racconta delle difficoltà riscontrate nell’avere un fratello così eccellente negli studi, così dinamico ed elogiato da tutti, anche dai parenti. Ma quel fratello maggiore sarà un faro per la crescita e lo sviluppo della personalità. Nonostante i contrasti, Giovanni sposerà le cause di Peppino, ne appoggerà le battaglie e soprattutto lotterà insieme alla mamma Felicia Bartolotta affinchè venisse fatta luce sull’assassinio di Peppino che, ricordiamolo, venne fatto passare come attentato terroristico finito male. Dopo la morte del fratello ha poi tenuto viva la memoria cercando di far conoscere tutte le battaglie e le attività.
La lezione
Il punto di vista di Impastato apre le porte alla concezione di una persona che la mafia l’ha vista dentro casa propria:
“La mafia non è un anti-stato ma è una cosa che invece che agisce all’interno dello Stato”.
Ha approfondito i temi della lotta alla mafia, da considerare non più come i classici mafiosi con coppola e lupara, ma bensì come borghesia mafiosa, infiltrata non solo nei vertici delle autorità ma anche nell’imprenditoria e nell’industria. Parlando di Peppino, ha ammesso che pur condividendone le idee e le battaglie, inizialmente non ne apprezzava l’ardore e la posizione così estrema. Ma oggi ammette che quello del fratello fu “un coraggio incredibile”.
Il messaggio ai giovani
La platea del teatro San Marco era gremita di scolaresche del territorio. Decine di studenti delle scuole superiori hanno ascoltato con attenzione e curiosità le esperienze narrate. Ai giovani, Giovanni Impastato ha voluto lanciare un messaggio d’incoraggiamento, invitandoli a lottare per i propri diritti e ad impegnarsi nelle battaglie che ritengono giuste, per essere essi stessi fautori del cambiamento auspicato.






