L’Associazione Melagrana e Impronte Sociali esprimono vicinanza e cordoglio per la scomparsa di Ahmet Yaman, rivoluzionario curdo.
Non ne ho conosciuti molti come Ahmet, rivoluzionario curdo dalla grande anima. Il regime turco aveva già gettato nel lutto la sua famiglia, ma egli aveva continuato a lottare.Poi l’esercito riusciva fortunosamente a catturarlo, imprigionandolo per un lungo spaventoso tempo nel buio delle sue prigioni. E torturandolo con incredibile ferocia. Ricordava quel periodo col sorriso solo un tantino amaro, e quasi divertito. Alzando le spalle, come a dire: “Sorvoliamo. Le cosa vanno così, che ci vuoi fare?”
Sì, è così. In tante parti del mondo, chi lotta contro l’oppressione lo deve mettere nel conto che dovrà soffrire. E che potrà morire. Ahmet però non gliela dava la soddisfazione di morire. E alla fine ha rivisto la luce, sottratto dalla lotta ai suoi carcerieri.Poi le peregrinazioni nell’emigrazione politica in Europa. In Italia è stato uno dei responsabili della comunità curda.
E da ultimo ha svolto questo ruolo in Svizzera. Fino a oggi. Fino a stamani alle quattro, quando si è spento in un ospedale di Zurigo a 64 anni.E adesso posso solo piangerlo. E lo so che saranno in tantissimi a piangerlo assieme a me. Ahmet Yaman, il rivoluzionario che sorrideva. E che non ha mai perso la tenerezza. Ahmet, il rivoluzionario dalla grande anima. Caro, dolce Ahmet. Compagno e amico.






