Perche non creare subito un catasto finanziario internazionale?
Articolo a cura di Rino Malinconico
Mi pare piuttosto sensata la proposta di Thomas Picketty, intellettuale schierato chiaramente per la pace.
Se si vuole davvero mettere in difficoltà il governo russo – il governo, non il popolo – e spingerlo a fermare le armi, la cosa più efficace, egli dice, è colpire i patrimoni sparsi nel mondo dei ventimila circa di milionari russi, quelli che possiedono in titoli, azioni e liquidi oltre i dieci milioni di euro.
È possibile?
Sì. A una condizione. Che le grandi Istituzioni internazionali, sia formali (Banca Mondiale, BCE, FMI) che informali (sostanzialmente il G7), creino in tempi rapidi – cosa tecnicamente possibile – un Catasto finanziario internazionale che metta allo scoperto le grandi richezze che si muovono nell’universo delle transazioni finanziarie, dando nomi e cognomi ai milioni che passano da una Banca a un’altra o a una Borsa valori, come pure, all’inverso, da una Borsa valori a una Banca.
Sarebbe una misura utile nell’immediato, perché permetterebbe di sanzionare selettivamente (ad esempio, con un prelievo straordinario del 20% a titolo cautelativo e col congelamento del restante 80%) solamente il ceto ricchissimo della Russia; e sarebbe ancora più utile in prospettiva, perché porterebbe allo scoperto miliardi di evasione fiscale nei vari paesi del mondo, nonché le operazioni di riciclaggio del denaro sporco.
Io credo che non sarebbe male se nelle manifestazioni pacifiste cominciasse a circolare, accanto all’indispensabile “tacciano le armi subito!”, anche la richiesta del “Catasto finanziario internazionale”…
Del resto, tutti i governi occidentali dicono a gran voce che le sanzioni sono indispensabili in questo momento.
Prendiamoli in parola. E però, sfidiamoli apertamente sulle loro caratteristiche.
In altre parole: NO a sanzioni che premano indiscriminatamente sulla massa della popolazione russa, che vive con redditi pro capite pari a 1/3 di quelli italiani. Le sanzioni possono avere un senso, e una efficacia reale, solo se colpiscono direttamente gli oligarchi che si sono così tanto arricchiti nell’era di Putin.
Certo. È molto probabile che i governi e le Istituzioni dei Paesi occidentali siano pochissimo disposti, in nome della pace, ad accendere i riflettori sui depositi milionari che girano nel mondo. Non sono tanto ingenuo da non sospettarlo. Ma non mi pare una ragione valida per non reclamarla una misura del genere, fin da subito. Nei cortei e nelle piazze…







