Ieri sera le bombe sul cielo di Gaza hanno abbattuto l’ospedale battista, il più grande della città: 500 morti tra pazienti, medici e infermieri. Una catastrofe umanitaria che non trova giustizia nei media occidentali filo-israeliani.
Erano le 18.59 di ieri 17 ottobre quando una grande esplosione ha illuminato il cielo di Gaza. I bombardamenti israeliani che stanno flagellando la Palestina, hanno segnato ieri una delle pagine più nere di sempre: abbattuto l’ospedale Al-Ahli Arabi Baptist Hospital, il più grande di Gaza, dove da giorni, medici e soccorritori stavano facendo sforzi immani per accogliere i feriti dei bombardamenti. La struttura è stata completamente rasa al suolo e si contano circa 500 vittime, tra pazienti, medici e infermieri. Cinquecento vite spazzate via in un istante. La responsabilità non può che essere di Israele, che invece nega tutto e dichiara di “impegnarsi per trovare i responsabili della distruzione dell’ospedale”.
La strage è stata già definita “il più grande massacro del 21° secolo” da molti opinionisti.
La Palestina colpita al cuore: i fatti
L’ospedale Al-Ahli Arabi Baptist non esiste più: cancellato in pochi secondi. Le immagini diffuse tramite social (perchè dai media occidentali non arriva quasi nulla) mostrano scene raccapriccianti. La conta dei cadaveri ripresa dagli smartphone è una stesa enorme di piccoli corpi carbonizzati. La scena successiva vede la conferenza stampa dei medici sopravvissuti si tiene sulle macerie e il pulpito è allestito in mezzo ai cadaveri. Nessuno si aspettava un’esplosione così imponente, tale da radere al suolo un intero ospedale, il più grande di Gaza. Data la potenza esplosiva non può che essersi trattata di una bomba israeliana. Per tutta la notte la città di Gaza è stata un viavai di disperazione: ambulanze in ogni direzione, urla di lacrime e disperazione, per la perdita di un proprio caro e per la sofferenza di un popolo che sembra non finire mai.
Israele fa scaricabarile su Hamas
Israele ha respinto al mittente le accuse, negando l’evidenza. Secondo l’esercito israeliano, la distruzione dell’ospedale sarebbe da attribuire ad un razzo di Hamas che, a causa di un malfunzionamento avrebbe colpito l’ospedale anzichè uscire un obiettivo fuori dalla Striscia. Certo, in passato è capitato che Hamas sbagliasse obiettivo e colpisse Gaza ma, a giudicare dai danni di ieri, è fuori discussione che si tratti di un razzo. Israele però ha escluso immediatamente la propria responsabilità ed ha rilanciato la tesi dell’errore di Hamas sui media ufficiali; tesi immediatamente ripresa e data per buona dalle testate di mezzo mondo.
Le reazioni
I governi occidentali di Stati Uniti, Regno Unito, Unione Europea e NATO si sono schierati a spada tratta a favore di Israele. Questo da sempre e ieri ancora di più. Le dichiarazioni delle cancellerie hanno dato vita ad un goffo tentativo di arrampicata sugli specchi. L’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell, in conferenza stampa a Strasburgo, ha dichiarato:
“Non possiamo imputare l’attacco a nessuno finché non abbiamo una piena conoscenza dell’accaduto”.
Una dichiarazione che può sembrare prudente, ma che in realtà è il tentativo di negare l’evidente colpa israeliana. Joe Biden, presidente americano invece, ha appena incontrato Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ribadendo l’impegno di Washington ad affiancare Israele e distruggere Hamas. Durante l’incontro durato diverse ore, non si sa se sia stato menzionato il bombardamento, e nemmeno è noto se Biden abbia commentato il tweet di Netanyahu (poi rimosso) nel quale rivendicava la riuscita del bombardamento all’ospedale.
Lo squallore dei media occidentali
Le principali testate giornalistiche occidentali hanno riportato subito o quasi, la notizia dell’ospedale distrutto. Le immagini delle numerose vittime palestinesi erano ben visibili anche lì. Tuttavia le testate hanno continuato a portare avanti la narrazione pro-Israele, anche davanti al fatto compiuto, dando vita ad un tentativo raffazzonato di giustificazione.
Il Corriere della Sera riporta le dichiarazioni di Israele “è stato un razzo di Hamas”, ma subito dopo, ci tiene a ribadire che è stato attaccato il consolato israeliano in Giordania. Due notizie totalmente separate, ma che, tenute insieme non instillano nel lettore il dubbio di una responsabilità israeliana.
La Repubblica sposa la linea diplomatica, dicendo che attualmente non è possibile risalire a chi sia stato a bombardare, ma anche qui, nel titolo si inseriscono un sacco di informazioni; una cosa che dal punto di vista deontologico è completamente sbagliata.
Il Giornale riporta solo la versione israeliana, facendo passare il messaggio che, “siccome lo ha detto Israele, sarà vero che è colpa di Hamas”.
Ancora peggiore è il titolo riportato dal New York Times: “Israele ne uccide centinaia in un ospedale, dicono i palestinesi”. Il tono è quasi canzonatorio, quasi a prendere in giro chi sostiene che la Palestina sia solo vittima e non carnefice di questa catastrofe.
In generale giornali, riviste e tg occidentali stanno portando avanti una narrazione faziosa e squilibrata a favore di Israele. Non si parla mai di “popolo palestinese” o di “Palestina”, perchè per i media occidentali, la guerra è di Israele contro “i terroristi di Hamas”. La verità non detta però è che, i terroristi sono solo una piccola parte, che non gode di chissà quale appoggio in Palestina e comunque, in quell’ospedale distrutto, non c’erano terroristi. Anche se qualche giornalista straniero ha avuto il coraggio di insinuarlo.
Lo squallore continua anche oggi, dato che i principali giornali europei e americani stanno diffondendo un audio: una conversazione tra due presunti membri di Hamas che affermerebbero la responsabilità della strage di Gaza. Alla luce dei fatti, è facile pensare che si tratti di un falso bello e buono.
Perchè non è stata Hamas? La differenza tra missili israeliani e razzi palestinesi.
I giornali raccontano una storia che ha l’intento di disumanizzare i palestinesi, di creare nell’opinione pubblica un nemico da odiare. Una strategia che va avanti da anni. L’esempio più palese è quello della distinzione, mai spiegata, tra i razzi palestinesi e i missili israeliani. I due termini vengono usati quasi come sinonimi ma non lo sono. Nello specifico i tg enfatizzano il lancio di razzi dalla Palestina e sminuiscono i missili lanciati da Israele, ma il rapporto, in termini di potenza distruttiva è inversamente proporzionale all’enfasi utilizzata dai media. I razzi sono di dimensioni molto più piccole rispetto ai missili e, molto più piccola è anche la loro capacità distruttiva. I missili invece sono molto grandi e in grado di abbattere edifici, anche molto imponenti, con un solo colpo.
Per questo è difficile pensare che la morte di 500 persone sia attribuibile ad un razzo di Hamas sparato per errore, perchè semplicemente, quei razzi non sono sufficientemente potenti per distruggere un ospedale di grandi dimensioni. Bisogna far attenzione ai termini quando vengono utilizzati in maniera strumentale allo scopo di generare odio verso la Palestina.
Reazione e inazione nel mondo
La Cina e la Russia invocano il cessate il fuoco. Nel mondo, la popolazione non crede ai media. Migliaia di manifestanti in Marocco, Germania, Turchia hanno già occupato le piazze, solidarizzando con la Palestina e invocando l’attenzione dei media. La repressione delle forze dell’ordine è stata brutale. In molte altre piazze, in Italia e in Francia si scenderà oggi, nonostante i divieti, mai imposti prima, di manifestare nei centri storici. L’opinione pubblica si indigna e protesta contro questo massacro disumano che i governi occidentali vogliono sminuire. La reazione è quella del popolo. L’inazione invece, arriva dai governi: in altre parti del mondo, in altri conflitti, l’Italia e i paesi europei, hanno interrotto i rapporti diplomatici per molto meno.
Con la Russia di Putin il rapporto si è arenato fin da subito e altrettanto repentinamente sono state predisposte le sanzioni. Con Israele questo non avviene mai. Uno stato che detiene oltre 2 milioni di persone in un regime di Apartheid non riceve alcun tipo di sanzione e nessun biasimo. Anzi viene esaltato e supportato. Oggi più che mai, le mani dell’Italia, dell’Unione Europea, del Regno Unito, e degli Stati Uniti, sono macchiate del sangue di tanti innocenti palestinesi.







