L’importanza di celebrare la Festa della Liberazione: a Santa Maria a Vico un gazebo in piazza, per ricordare la Resistenza e l’impegno dei partigiani
L’ANPI della provincia di Caserta conferma il suo impegno per la Memoria, la celebrazione delle lotte partigiane, della Resistenza e della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. Da Caiazzo a Cesa, fino ad Aversa, Marcianise e Caserta, moltissimi comuni hanno avuto il loro momento di celebrazione per il 25 Aprile. A Santa Maria a Vico, comune molto importante per la sezione della Valle di Suessola, c’è stato un gazebo in piazza Roma, per stabilire in quella piazza, un presidio antifascista.
Quello di piazza Roma è stato un momento di celebrazione: bandiere dell’ANPI, locandine che ricordano l’80° anniversario della Repubblica Antifascista e l’importanza del ricordo della Resistenza. La mattinata è stata caratterizzata dalla condivisione e la partecipazione di antifascisti del territorio accorsi al gazebo per un pensiero, un fiore partigiano o per la nuova tessera.
Ma soprattutto, per l’ANPI e per tutte le realtà antifasciste del territorio, essere presenti in piazza ha significato ribadire con forza la necessità di un presidio attivo e visibile. Un’esigenza resa ancora più urgente dal fatto che, negli ultimi tempi, proprio a Santa Maria a Vico si è registrata una piccola ma significativa presenza neofascista, manifestatasi attraverso affissioni di manifesti e sticker, oltre che con iniziative pubbliche come la presentazione del libro di Caio Mussolini, avallata anche dalle istituzioni locali.
In questo contesto, la memoria non può ridursi a celebrazione formale, ma deve diventare azione concreta e quotidiana. Essere in piazza ha significato riaffermare che i valori dell’antifascismo non appartengono al passato, ma rappresentano il fondamento stesso della nostra convivenza democratica.
Un impegno che si traduce nella difesa attiva dei principi sanciti dalla Costituzione, nata dalla Resistenza e fondata su libertà, uguaglianza e giustizia sociale.
Il 25 Aprile non è soltanto una data da celebrare, ma un patrimonio vivo da custodire e trasmettere, soprattutto in un tempo in cui riaffiorano segnali preoccupanti che richiedono attenzione e responsabilità collettiva. È proprio in questi contesti che la presenza antifascista diventa necessaria: per affermare che la Repubblica italiana è, per sua natura, antifascista, e che ogni tentativo di riscrivere o sminuire la storia deve trovare una risposta ferma e consapevole.
Difendere la memoria della Liberazione significa difendere la democrazia di oggi. Significa riconoscere che i diritti di cui godiamo sono il frutto delle lotte partigiane e del sacrificio di chi ha combattuto contro il nazifascismo. E significa, soprattutto, continuare a presidiare i luoghi, le piazze e le comunità, affinché quei valori non vengano mai messi in discussione.











